Se anche l'Arte critica il visitatore: una meditazione al museo - Serena Secci
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Se anche l’Arte critica il visitatore: una meditazione al museo

Considero il tempo speso a godersi un’esposizione come un vero atto meditativo. La meditazione è uno strumento molto potente e benefico: con un approccio diverso dal solito, possiamo utilizzare l’Arte per conoscere meglio noi stessi. “Esporre sé stessi” all’Arte è il contrario di andare per mostre e fare una critica di cosa ci è piaciuto e cosa no. E’ lasciare che sia l’Arte a dirci qualcosa di noi. Lasciare che siano le opere a criticare noi e quello che trovano frugando nella nostra mente. L’unica cosa che serve è un’apertura mentale totale. Non è necessario aver studiato Storia dell’Arte per introiettare un po’ di Bellezza, che sia estetica o di significato.

Anche perché chi ha studiato arte o immagine, alla vista di un quadro esegue una scansione automatica e cerca nel database mentale le cartelline di quell’artista: periodo storico, biografia, influenze e contaminazioni, movimenti di appartenenza ecc. Impossibile sottrarsi alla valutazione automatica della cifra stilistica. Solo dopo quest’analisi si riesce a godere dell’opera in modo più emotivo e personale.

Mentre invece il cervello di chi è esperto di altre cose, senza questo filtro di conoscenza, inizia subito a suggerire associazioni casuali. Osservate queste associazioni comparire nella vostra mente e lasciatene emergere il più possibile.

Quell’astratto che ricorda la faccia di un animale: è solo pareidolìa. Cos’altro porta alla luce? Andate oltre. C’è quel rosso che vorrebbe espandersi come una nuvola in alta quota, ma in una mente rigida trova una porta chiusa con il cartello “il rosso corallo non mi piace”. E quel tratto rude che disegna un nudo scabroso? Se incontra il disgusto, rivela un moralista. Quella composizione troppo “semplice” fatta di materiali di scarto che non può costare molto, non può essere arte, non comporta un lavoro certosino: ecco la mente che quantifica e valuta tutto in tempo-denaro. E’ necessario approfondire e scoprire che sono oggetti di qualcuno, con una storia che invece sarà emozionante conoscere. 

Non approvate le associazioni come conclusioni, rifiutate il giudizio definitivo: create solo uno spazio vuoto/nuovo e forse il rosso corallo sarà il vostro nuovo rosso preferito. Che male c’è?

Come ogni meditazione, anche questo film mentale stimolato dalla vista di opere d’arte è un viaggio interiore. Come una passeggiata a piedi nudi nell’acqua, che smuove il fondo e rivela oggetti perduti, sassi spigolosi e splendide conchiglie. Ecco i pensieri dominanti, i sogni inesplorati, le persone importanti.

Le conseguenze possono essere interessanti: magari vi verrà voglia di fare un viaggio in un luogo che mai avreste pensato. Di ricontattare una persona di valore, lasciata nei bivi della vita. O di lavorare a quel sogno segreto, che merita davvero più spazio nella vita.

p.s. Un calendario mostre della tua città? Clicca qui!

Alla prossima

Serena

"Lanas" J.Hidalgo Museo Reina Sofia ©serenasecci2015

“Lanas” J.Hidalgo Museo Reina Sofia ©serenasecci2015

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